PASQUELLA
6 gennaio

La Rassegna della Pasquella dal 1985, la prima del genere nelle Marche, recupera e rivitalizza un momento propiziatorio della tradizione contadina marchigiana andato perduto alla fine della mezzadria, contraddistinto da canti rituali di questua. Ogni anno il giorno dell’Epifania, il 6 gennaio, alla maniera di una volta, il canto di Pasquella viene portato da squadre di cantori casa per casa, come augurio di salute, benessere e abbondanza, in cambio di piccole offerte di denaro, cibo e vino. Questa manifestazione è incentrata sul recupero e sulla rivitalizzazione di una delle testimonianze vive della cultura popolare, legata ai rituali di questua del solstizio d’inverno ed alle sue forme di propiziazione legate a credenze pre-cristiane ed antichi riti di fertilità.

Per l’intera giornata, Montecarotto diviene lo scenario di esibizione dei vari gruppi di cantori, a partire da “La Macina” di Monsano, fino a gruppi estemporanei e liberi, per la gioia ed il coinvolgimento dei presenti, riscaldati da caldarroste e vin brulè.

Nel pomeriggio, la Pasquella solitamente si svolge anche nel teatro Comunale, nel quale i canti ed i repertori dei vari gruppi vengono accompagnati da narrazione e dalla ricerca attenta delle tradizioni, con la guida di Gastone Pietrucci de “La Macina”. Dal 2013 in concomitanza della Pasquella ha luogo anche il concorso fotografico, che accoglie fotografi ed appassionati per ritrarre i colori ed i suoni di questa giornata unica, consentendo alla memoria di rimanere e di costruire un patrimonio anche multimediale sulle tradizioni.

Il testo della Pasquella

L’Anno novo è già venuto
Già che Dio ce l’ha mandato
Ce l’ha mandato con allegria
Bon Anno novo e Epifania
Ce l’ha mandato con allegria
Bon Anno novo e Epifania

Fate presto e non tardate
Che dal ciel cade la brina
Ce fa venì la tremarella
Bon Anno novo e bona Pasquella
Ce fa venì la tremarella
Bon Anno novo e Bona Pasquella

Noi pregamo Sant’Antonio
Che ce guarda tutto il bestiame
Dalla peste e dalla fame
E da qualunque malattia
E da qualunque malattia
Bon Anno novo Epifania

Se ce date nu presciuttu
C’ho n’amico tantu juttu
Ogni tanto ‘na fettarella
Bon anno novo bona Pasquella
Ogni tanto ‘na fettarella
Bon Anno novo Bona Pasquella

La vergara su pe le scale
Qualche cosa ce vorrà dare
Se senza niente ce manda via
Bon Anno novo e Epifania
Se senza niente ce manda via
Bon Anno novo Epifania

La capoccia su pe le scale
‘N prosciuttello ce voria dare
Ma il marito je guarda brutto
Armetti a posto ‘sto prosciutto
Ma il marito je guarda brutto
Armetti a posto ‘sto prosciutto

Se ce date ‘na pacca de porco
Non ce ‘mporta se ce sta il pelo
Noi je daremo ‘na raschiatela
Bon Anno novo e bona Pasquella
Noi je daremo ‘na raschiatela
Bon Anno novo e Bona Pasquella

La quel fiume del Giordano
Dove l’acqua diventa vino
E pe lavà Gesù Bambino
E pe lavaje la faccia bella
E pe lavaje la faccia bella
Bon Anno novo e Bona Pasquella

Ce venimo da chi d’intorno
Non piate il palo del forno
Semo venuti pe l’allegria
Se non volete annamo via
Semo venuti pe l’allegria
Se non volete annamo via.

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