CINTA MURARIA

La cinta muraria è stata costruita nel 1509 su disegno dell’architetto Albertino di Giacomo da Cremona, che restaurò e valorizzò quella precedente. Racchiude la parte più alta del colle, su cui domina la Chiesa Parrocchiale della S.S. Annunziata.
Misura 625,50 m
ed ha una pianta a quadrilatero trapezoidale allungato nella direzione est-ovest.

Le mura hanno subito negli anni numerosi interventi, il più marcato dei quali nel 1903, quando venne demolito il tratto che univa il Torrione dell’Orologio al lato che volge a mezzogiorno, allo scopo di allargare l’ingresso principale per agevolare il passaggio dei carri nei giorni del mercato. Da questo tratto, che divideva la piazza interna (oggi piazza del Teatro) da quella esterna (piazza della Vittoria), si accedeva al paese attraverso l’unica porta d’ingresso con la torre civica, su cui erano originariamente collocati l’orologio e le campane, e l’antico palazzo priorale, come testimonia il quadro del 1865 conservato in municipio del pittore cuprense Antonio Bonci.

Le due porte attualmente esistenti sono frutto di interventi successivi: La Porta del Mezzogiorno” al lato sud, in fondo a via Marconi, e “Porta nuova” al lato ovest delle mura. Della cinta muraria è ancora ben evidente la parte della scarpata, mentre le cortine sono state coperte da abitazioni. Lungo la cinta muraria sono distribuiti cinque torrioni.

La Cinta muraria è oggi un esempio di fortificazione “alla moderna” o “all’italiana”, nuova architettura che migliorava la resistenza a fronte di assedi condotti con pezzi di artiglieria, armi che avevano avuto un notevole sviluppo tecnico. Nel corso del tempo venne rinforzata anche la parte inferiore delle mura con la scarpata, un muro molto spesso e inclinato, le torri divennero cilindriche e ottagonali per meglio schivare i colpi e il materiale da costruzione divenne il mattone, più economico della pietra e più elastico nell’assorbire l’impatto dei colpi.

Camminare oggi lungo queste antiche pietre significa respirare la storia e immaginare il borgo com’era: un luogo capace di resistere, trasformarsi e rinascere attraverso i secoli.